
Kore through words | Chi sono
Teresa Speranza, classe '94, con la testa sempre in un altro mondo e un libro nella borsa.
Se non mi trovate, è molto probabile che stia leggendo un fantasy o stia controllando i voli sul sito di Ryanair, voli che puntualmente non riuscirò a prenotare in tempo.
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I libri mi hanno accompagnata per tutta la vita, sono stati una dolce compagnia nei lunghi viaggi e un salvagente nei momenti di sconforto. Nel bene o nel male, avevo sempre un libro con me, e se non ce l'avevo, scrivevo.
Ho cominciato a leggere relativamente presto e innumerevoli sono stati i Topolino e i libricini del Battello a Vapore consumati durante l'infanzia, fino a che, all'età di nove anni, non mi è stata prestata una delle prime copie tradotte di Harry Potter e la pietra filosofale (la traduzione in cui era ancora presente quell'indimenticabile Pecoranera).
Da allora, non ho mai smesso di leggere, anzi, ho iniziato a fare della lettura uno dei miei tratti distintivi.
Leggere era diventato un po' come respirare, non riuscivo a farne a meno, non potevo farne a meno.
E ancora oggi, i libri restano miei fedeli compagni non solo nella vita privata, ma anche nel lavoro.
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Dalla passione per la lettura, con gli anni, è iniziato a nascere quello che poi si è trasformato in uno smisurato amore per le lingue straniere e la traduzione.
Ricordo ancora i pomeriggi in cui, invece di studiare per le interrogazioni, mi mettevo a leggere i libri prima in inglese e poi nella versione tradotta in italiano. Volevo capire, volevo sapere perché quella determinata frase fosse stata tradotta così, perché invece di quella parola ne fosse stata scelta un'altra.
Tutte queste domande hanno iniziato a trovare una risposta a partire dall'ottobre del 2012, quando mi sono iscritta all'università .
Non indovinerete mai a quale corso: Linguistica e Traduzione.
Nei sei anni successivi non ho fatto altro che immergermi nella linguistica, nelle impossibili regole del francese, nelle assurde desinenze dello svedese e nei tremendi verbi frasali inglesi.
Sono tornata indietro nel tempo, al corno di Galleus, a quando in Scandinavia si utilizzavano le rune, a quando il fiorentino si è imposto sul latino, a quando c'era ancora la distinzione tra lingua d'oc e lingua d'oil.
Sono tornata indietro e intanto tutto cominciava a sembrarmi sempre più chiaro. Ho ripreso quegli stessi libri e sono riuscita a capire finalmente il perché di tutte le scelte.
Durante questi sei anni, come una sorta di epifania, tutte le domande che mi ero fatta avevano ottenuto una risposta.
Ma l'idea di fermarmi non era nei piani.
Avevo ancora molta strada da fare, tante cose da imparare. Cose che, sapevo, mi avrebbero condotto sino a qui, the long way around.
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Dopo la laurea in traduzione e anni di gavetta lavorativa, ho ripreso a studiare, questa volta Editoria.
E soltanto dopo aver sconfitto la mia perenne sindrome dell’impostore, ho deciso che era finalmente arrivato il momento di dare una svolta alla mia carriera.
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Dopo tante attese e mesi di lavoro, nasce Kore through words, un progetto che unisce la me bambina sommersa dai libri e la me adulta immersa, quasi persa, in essi.
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Kore through words ha l'unico e semplice intento di fare delle mie più grandi passioni un lavoro, di permettermi di offrire tutte le conoscenze apprese negli anni come editor oltre che traduttrice.
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Kore through words è, in breve, quello che ho sempre voluto essere.
